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Fondazione CRTriesteCulturaDal 18 novembre ”Lezioni di storia”, III edizione a cura di Laterza, Piccolo e Fondazione CRTrieste

Dal 18 novembre ”Lezioni di storia”, III edizione a cura di Laterza, Piccolo e Fondazione CRTrieste

6 novembre 2018

Dal 18 novembre 2018 al 24 febbraio 2019, alle ore 11, nella ormai tradizionale e sempre suggestiva cornice del Teatro Verdi, tornano a Trieste le “Lezioni di Storia”, promosse dal Comune di Trieste, ideate e progettate dagli Editori Laterza, con il contributo della Fondazione CRTrieste e con la media partnership de “Il Piccolo”.

Il nuovo ciclo di Lezioni sarà dedicato alle rivoluzioni moderne e contemporanee e vedrà impegnati alcuni dei più importanti storici italiani. Un racconto che andrà in scena in sei puntate, dalla Rivoluzione francese del 1789 a quella democratica del 1989. Due secoli di fratture improvvise e profonde, di mutamenti radicali nelle convinzioni e negli ideali prima ancora che nei regimi e nei sistemi politici.

Perché scoppiano le rivoluzioni’ E cosa rimane quando il frastuono delle armi e dei proclami lascia il passo a un nuovo regime’

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

PROGRAMMA

domenica 18 novembre 2018
Luigi Mascilli Migliorini
1789. LA RIVOLUZIONE FRANCESCE
Spartiacque temporale tra l’età moderna e l’età contemporanea, la rivoluzione del 1789 porta con sé l’abolizione della monarchia assoluta, la proclamazione della repubblica con l’eliminazione delle categorie economiche e sociali dell’Ancien Régime e l’emanazione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, fondamento di tutte le costituzioni che verranno. Ma il periodo del Terrore presenta anche al mondo tutti i problemi morali e materiali della ‘violenza giusta’…
Luigi Mascilli Migliorini è docente di Storia moderna presso l’Università di Napoli L’Orientale

domenica 16 dicembre 2018
Alberto Mario Banti
1848. LA RIVOLUZIONE PATRIOTTICA
Tra il 1848 e il 1849 l’Europa e l’Italia vengono scosse dalla ‘Primavera dei popoli’: una serie di moti improvvisi e violenti che, nell’arco di pochi mesi costringono i regnanti a concedere quanto mai in precedenza; moti di matrice borghese e liberale che spingono i cittadini a riscoprire i loro diritti e la loro identità nazionale.
Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa

domenica 13 gennaio 2019
Angelo D’Orsi
1917. LA RIVOLUZIONE RUSSA
Nel 1917, stremato dalle sconfitte della Grande guerra e incapace di gestire le condizioni disperate del popolo, l’Impero Russo collassa. La guerra civile e la rivolta contro uno zar sempre più distante dalla realtà della sua gente portano ad una rivoluzione prima borghese e poi, nel giro di qualche mese, proletaria e comunista, sotto la guida dei Soviet. Mezzo continente cambia volto.
Angelo d’Orsi è professore di Storia del pensiero politico all’Università di Torino

domenica 20 gennaio 2019
Emilio Gentile
1922-25. LA RIVOLUZIONE FASCISTA
Una “rivoluzione nazionale” che porta al governo una nuova classe dirigente formata principalmente dai combattenti della Grande guerra delusi dalla “vittoria mutilata”: tra il 1922 e il 1924 il programma messo in atto spregiudicatamente da Benito Mussolini e dal partito fascista trasforma un regime liberale in uno totalitario.
Emilio Gentile è professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza

domenica 10 febbraio 2019
Marcello Flores
1968. LA RIVOLUZIONE STUDENTESCA
I moti del ‘68 coinvolgono classi sociali diverse, con un forte tratto unificante generazionale. Formatisi spesso per aggregazione spontanea, i giovani, a Parigi come a Berlino, a Roma e a Milano, contestano in modo radicale idee e pregiudizi della generazione precedente. Occupazioni, cortei e scioperi nelle scuole, nelle università, nelle fabbriche sono solo alcuni dei mezzi con cui si esprime una rivolta che investe anche la cultura e lo stile di vita.
Marcello Flores insegna Storia comparata e Storia dei diritti umani all’Università di Siena

domenica 24 febbraio 2019
Valentine Lomellini
1989. LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA
Nel giro di pochi mesi i regimi comunisti impostisi dopo la fine della seconda guerra mondiale implodono. Dai primi moti in Polonia la febbre si espande in tutto il blocco orientale. L’avvento del riformista Gorbačëv in Russia e la sempre maggiore necessità di risanare l’economia porta a una rivoluzione politico-economica che altererà per sempre i poteri mondiali segnando, insieme al collasso dell’Unione Sovietica, la fine della Guerra fredda e l’inizio di una fase storica completamente diversa.
Valentine Lomellini insegna Storia delle relazioni internazionali e Storia dell’integrazione europea all’Università di Padova.

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