La Collezione Stock

  • Aligi Sassu
  • Caffé

  • Olio su tela, 70 x 50 cm

Il vociare, il gioco di sguardi, le due ammiccanti figure femminili in primo piano all’interno di un caffé, vanno di pari passo con il magmatico cromatismo utilizzato da Aligi Sassu per interpretare il brandy Stock 84.
Una matericità ben percepibile nei centimetri di colore che caratterizzano l’acconciatura della ragazza che porta la mano verso il mento, come nella figura femminile sulla destra del dipinto – ricordo di Renoir – monumentale come una colonna tortile barocca. Una frenesia nell’affastellare i colori con grande vivacità e dinamismo, dove Sassu, qui particolarmente innamorato delle ricerche coloristiche d’un Bonnard, versa parte del contenuto del brandy per poter inserire, fra le trasparenze del vetro della bottiglia, colori che vanno dal verde, al rosa, all’arancio.
Una ricerca, del Sassu maturo, che trovava parte della critica molto severa poiché la reputava rischiosa “in quel rutilare drastico o pesante di lacche di geranio e di garanzina, di vermiglione di China, di rosso cadmio, di rosso corallo, di rosso eritrione, di blu oltremare, di verde livido. Una strada non facile quella di Sassu, percorsa senza soccorsi, in caparbia solitudine, con perfetta coscienza delle cadute e dei raggiungimenti”. Rimaneva, tuttavia nella pittura italiana, un delicato caso isolato, pervaso di un romanticismo sensuale e di un impressionismo che ignorava il plein air. Non era più, in sostanza, il Sassu epico e narrativo, ma neanche quello degli anni ’30 -’40, “quelli in cui – secondo De Grada – una certa ripresa del Futurismo delle origini significava reazione alla staticità accademica del Novecento”.